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    Prima di sciogliersi per le nuove elezioni europee il vecchio Parlamento ha elaborato un documento sull'operato dell'Authority alimentare con base in Italia. Se da un lato si sottolinea positivamente il lavoro scientifico svolto dagli esperti delle varie commissioni e per l'efficiente gestione finanziaria dell'Agenzia, dall'altro Bruxelles punto il dito accusatore sulla questione della trasparenza e sul metodo con cui vengono affrontati e resi pubblici i conflitti d'interesse che possono coinvolgere i membri che per statuto sono chiamati a prendere decisioni in totale autonomia ed indipendenza. Attualmente le singole posizioni vengono vagliate volta per volta dai capi delle unità operative ma la procedura si presta a più di una critica perché permette di inserire nella squadra esperti la cui storia professionale potrebbe non garantire una assoluta imparzialità. Per esempio all'atto della compilazione dei questionari per l'ammissione al ruolo i candidati non sono obbligati a dichiarare con quali aziende o istituzioni private hanno lavorato o avuto contatti sostanziali; ci si può trincerare dietro un'evasivo “soggetti privati” senza nominarli e senza indicare la remunerazione percepita. Peraltro è ammessa la selezione di personale proveniente da organizzazioni pubbliche di singoli Stati Membri, ma che hanno una percentuale non stabilita di partecipazioni private. Soggetti che, protetti da questo ombrello statale, potrebbero interferire sulle decisioni. Nel documento è stata anche stigmatizzata la decisione (anche questa tutt'altro che a favore di una maggiore trasparenza) di eleggere il Presidente e i vicepresidenti del CDA di EFSA con procedimento a scrutinio segreto. A queste domande l'EFSA potrà rispondere comodamente entro i prossimi due anni !

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