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    Negli arilli e nel pericarpo di melograno insieme a sei ellagitannini già noti sono stati identificati alcuni composti finora sconosciuti; si tratta di due nuovi oligomeri ellagitanninici (pomegraniina A, tetramera, e pomegraniina B, pentamera) e il pomegralignano (un estere glucosato del neolignano). Gli ellagitannini conosciuti includono oligomeri come: enoteina B, eucalbanina B ed eucarpanina T1, mentre tra gli ellagitannini monomeri ci sono punicalagina, punicalina e punicacorteina C. E' la prima volta che nel pattern fitochimico del melograno viene alla luce la presenza di ellagitannini oligomerici. Questo complesso gruppo di polifenoli è stato testato alla ricerca di potenziali applicazioni nella sequela diabetica e si è scoperto che gli ellagitannini sono più potenti dell'amminoguanidina (un antidabetico di sintesi) nell'inibire la formazione di AGE (Advanced Glycation Endproducts) cioè i prodotti della glicosilazione di proteine e altre molecole biologiche che determinano i danni più gravi del diabete, in primis quelli neurologici. Delle varie molecole sperimentate la pomegraniina A è stat quella con la maggior potenza farmacologica.

     

    Ito H et al. “Ellagitannin oligomers and a neolignan from pomegranate arils and their inhibitory effects on the formation of advanced glycation end products”. Food Chem. 2014; 152:323-30.

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