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  • E' quanto emerge da uno studio osservazionale neozelandese condotto all'Università di Otago su 978 giovani adulti di età compresa tra17 e 25 anni. La relazione tra livelli serici di selenio ed umore segue un andamento con curva ormetica, a campana: significa che esiste un intervallo nelle concentrazioni plasmatiche di questo oligoelemento al di fuori del quale (in eccesso e in difetto) la correlazione favorevole con l'umore si perde. Nello specifico, gli autori hanno individuato in 82-85 mcg/l il range ideale nel quale è minima l'incidenza di sintomi depressivi misurati secondo la Center for Epidemiological Studies Depression Scale e monitorando le variazioni positive e negative dell'umore per 13 giorni attraverso un diario online. L'interpretazione che essi danno dei risultati lega questo effetto del selenio alla sua azione antiossidante, in particolare all'attività della glutatione perossidasi del quale è un cofattore. I volontari appartenenti al primo decile (meno di 62 mcg/l di selenio) e al decimo (più di 100 mcg/l) sono quelli in cui prevalgono i sintomi depressivi (nel primo gruppo in modo più evidente che nel secondo). La spiegazione dell'effetto sfavorevole di alti livelli di selenio è ancora nello stress ossidativo: l'eccesso di questo elemento nell'organismo lo trasformerebbe da anti-ossidante in pro-ossidante con aumento della produzione di radicali liberi ossigenati. Conner TS, Richardson AC, Miller J (2014) “Optimal Serum Selenium Concentrations Are Associated with Lower Depressive Symptoms and Negative Mood among Young Adults”. J Nutr 2014 Nov. 5 pii: jn.114.198010. [Epub ahead of print] TORNA ALLE NEWS