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  • La stragrande maggioranza dei genitori non permette giustamente ai propri figli (bambini e adolescenti) di bere regolarmente caffè ma non altrettanta consapevolezza e sorveglianza viene posta sul consumo degli energy drink. Eppure secondo un'indagine eseguita dall'EFSA il 70 % delle vendite di queste bevande riguarda consumatori teen agers; negli Stati Uniti il problema assume una certa rilevanza anche per i bambini piccoli perché secondo un rapporto presentato al congresso dell'American Hearth Association di Chicago, il 40 % degli eventi avversi legati al consumo di queste bevande registrati in 55 pronto soccorsi americani riguardava soggetti con meno di sei anni. L'elevato contenuto di caffeina può avere effetti acuti di rilievo tra cui severe alterazioni del ritmo cardiaco, crisi ipertensive e turbe neurologiche incluse le convulsioni. Alcuni marchi presenti sul mercato possono contenere fino a 400 mg di caffeina (sia naturale che sintetica) per porzione e, visto che già con 100 mg un ragazzino può manifestare i sintomi di tossicità, il problema è reale. Secondo l'OMS la vendita e la pubblicità degli energy drink andrebbero regolamentate in modo più stringente; è ciò che ha fatto (prima tra gli Stati europei) la Lituania che ne ha vietato la vendita ai minori di 18 anni. Si tratta di un messaggio forte lanciato alle multinazionali del settore che ben conoscono l'impatto dei giovanissimi clienti sulle loro vendite. E' molto probabile, a detta degli esperti, che presto anche altri Stati seguano la Lituania imponendo condizioni legislative più severe. TORNA ALLE NEWS